Il sedersi è un fatto comune nel mondo occidentale, che può rappresentare un’attività dannosa per la colonna vertebrale se si assume una postura seduta scorretta. Bisogna sedersi in maniera ergonomica, ossia: mantenendo le curve fisiologiche del rachide, lasciando alla pelvi il maggior ruolo di sostegno per la colonna e il capo, con le linee miofasciali in bilanciamento in modo che ci sia un equilibrio sagittale e che testa, torace e pelvi siano posizionati uno sull’altro sopra la tuberosita’ ischiatica anteriore. Purtroppo, questo assetto posturale corretto lo si vede raramente.
Posizione bilanciata di seduta corretta:
In generale si osserva una postura seduta con le seguenti caratteristiche:
- Testa in avanti rispetto al torace con flessione delle cervicali inferiori
- Iperestensione del rachide cervicale alto
- Vertebre lombari in flessione
- Bacino ruotato posteriormente così che il peso cade sulla parte posteriore delle tuberosita’ ischiatiche
- Arti inferiori accavallati.
Tutto questo porta ad un sovraccarico biomeccanico a carico del rachide soprattutto lombare, ad un accorciamento miofasciale della catena frontale sia superficiale che profonda e nel lungo termine ad un danno alla colonna e alle articolazioni vicine.
È essenziale insegnare alla persona, sin da piccola, ad avere un bilanciamento della seduta. Per l’adulto che non presenta una postura seduta corretta è necessario andare a lavorare sulle catene miofasciali accorciate, ritrovare il bilanciamento della seduta e far praticare per giorni o settimane l’esercizio di integrazione della colonna da seduti fino a quando il sistema nervoso non avrà creato una nuova strategia motoria per stare seduti senza sforzo, senza diminuire il respiro, l’attenzione o creare dolore strutturale.
Come esercizio di integrazione la persona si può sedere su uno sgabello e percepire se è poggiata sulle tuberosita’ ischiatiche. Poi deve iniziare ad estendere la colonna vertebrale partendo dal sacro, mantenendo lo sguardo orizzontale, ruotando il bacino indietro il torace si solleva senza sforzo, in questo modo si raggiungerà una postura seduta corretta. A questo punto si fa il movimento inverso e questa sequenza si ripete per diverse volte fino ad ottenere una maggiore elasticità della colonna.
È importante che non si lasci cadere il petto dietro alla pelvi mentre si effettua la flessione del rachide. Il centro di gravità, sia della testa che del petto, deve rimanere sopra la pelvi anche durante la flessione. Successivamente, mantenendo ruotato il bacino in avanti per sostenere biomeccanicamente il corpo, si ruota la testa a sx e dx, si flette ed estende il capo per completare il lavoro di integrazione.
Dott.ssa Consuelo Salutari