Possibile che oggi, nonostante tutto ciò che si sente e si legge sull’argomento ci sia ancora bisogno di parlare di alimentazione? Rotocalchi, magazine, televisioni straripano di consigli nutrizionali, ricette, tabelle di massa corporea a tal punto che ormai dovremmo essere tutti degli esperti.
Ma in realtà tutto questo discutere sull’argomento se da una parte solleva il problema, dall’altro tende a generare confusione. Tanto è vero che quando parliamo di dieta, generalmente intendiamo un regime alimentare ipo-calorico utile a raggiungere e sbagliando, nel più breve tempo possibile, il peso forma. Dieta in realtà indica dal greco lo stile di vita giornaliero. E l’alimentazione in tutte le sue componenti caloriche e micronutrizionali ne è parte integrante assieme all’attività fisica e alla gestione dello stress. Ridurre gli introiti alimentari giornalieri rischia, se fatto senza metodo, di scoprirci da un punto di vista proteico, lipidico (alcuni grassi sono essenziali, ricordiamolo) e di micronutrienti. Ecco perché è sempre meglio che il processo sia guidato da esperti (biologi nutrizionisti). Il rischio infatti è quello di raggiungere sì il “peso forma”, ma spesso ritrovandosi più stanchi, più deboli, meno resistenti alle malattie. Spesso esposti a facili effetti boomerang che neutralizzano i risultati ottenuti con grande sacrificio e che ci fanno ingrassare di nuovo.
In realtà il termine dieta sta a indicare la giusta quantità di alimento che un organismo deve introdurre a seconda del suo metabolismo, del suo sesso, della sua età, del suo livello di attività fisica-lavorativa ecc. e che deve essere correttamente ripartito tra le varie componenti caloriche e non caloriche. È chiaro che se l’obiettivo è quello di rientrare in forma (per qualcuno potrebbe essere la prima volta) il processo richiede una analisi della situazione di partenza, una rielaborazione del proprio stile di vita ed abitudini alimentari ma alla fine i benefici raggiunti saranno più duraturi e gratificanti.
Affrontiamo il quadro generale. La popolazione dei paesi occidentali soffre di patologie sempre più riconducibili al sovrappeso e alla denutrizione di macro e micronutrienti (questo è paradossale) che innescano processi di “infiammazione silente” (detta anche “minima persistente”) che è causa del sovrappeso e al tempo stesso conseguenza.
Dislipidemie, infarti cardiaci, ictus, diabete tipo II, artrite, artrosi, contratture, fibromialgia, malattie autoimmuni, sclerosi multipla, Altzheimer, sono solo alcune delle patologie ad essa riconducibili.
Recenti statistiche dipingono l’Italia come il paese in Europa con il più alto numero di bambini sovrappeso, se non addirittura obesi. E questo non è un buon inizio per la loro vita.
La vita cambia, il progresso ci stimola con nuovi strumenti tecnologici riducendo noi stessi ad essere involontari automi, sempre più aiutati e sempre più immobili nelle nostre attività. Ci si immobilizza davanti a monitor per intere giornate e la vita diventa sempre più virtuale. Ma noi siamo sempre gli stessi ed è chiaro che a farne le spese sarà il nostro corpo e la nostra salute.
La soluzione però è a portata di mano e i consigli sono sempre gli stessi.
Attenzione all’alimentazione (son solito parlare di alimentazione competente), all’attività fisica, imparando a ricercare dei momenti nella giornata che possano indurre momenti di rilassamento che allentino stress e riposino a livello mentale.
Insomma, ricordarci che siamo esseri viventi e che per natura dobbiamo comportarci come tali.
L’articolo è a cura del Dott. Alvise Cavaliere Biologo Nutrizionista www.nutritionequipe.it